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Anche se forse se ne parla poco, il reflusso è uno dei disturbi più comuni a carico dell’apparato digerente.
Ma per chi ancora non lo conoscesse, vado a fare una breve spiegazione.

Cos’è il Reflusso Gastroesofageo?
Con il termine reflusso gastroesofageo si intende il passaggio involontario di contenuto gastrico in esofago.
Questo è un meccanismo che può considerarsi, entro certi limiti, fisiologico e benigno, tanto da riscontrarne diversi episodi durante la giornata, soprattutto dopo i pasti e in una persona sana, con una quota di contenuto acido basso.
Il quadro patologico si instaura nel momento in cui tale reflusso è associato a danni della mucosa che riveste l’esofageo e ad una serie di sintomi che, nei casi più importanti, possono arrivare a gravare in modo significativo sulla qualità di vita del paziente.
Putroppo questo tipo di disturbi sono in continuo aumento nei paesi industrializzati, sia in persone adulte, che in bambini e ragazzi, e la difficoltà che a volte si riscontra è legata a sintomi estremamente vari e complessi, tanto che spesso si fa fatica a collegarli al problema del reflusso in prima istanza.

Ciò che porta all’instaurarsi della patologia riguarda prevalentemente lo stile di vita.
Influiscono infatti l’alimentazione, il fumo, l’obesità, lo stress (fattore molto importante), anche l’assunzione di alcool e di alcune categorie di farmaci (soprattutto antinfiammatori e antidolorifici), l’uso di cinture ed abiti troppo stretti e la pratica di alcuni sport che comportano sforzi in inspirazione bloccata (come ad es. il sollevamento pesi).

Quali sono i rimedi contro il reflusso?
Attualmente, il trattamento medico del reflusso è di due tipi:
sintomatico, nella maggioranza dei casi;
chirurgico, nelle situazioni più complesse.
Il trattamento sintomatico prevede sia un approccio farmacologico (in particolare attraverso l’uso di inibitori di pompa protonica) sia di cambiamenti nello stile di vita del paziente: come la riduzione di peso nei soggetti obesi e la riduzione del volume dei pasti in pazienti eccessivamente nutriti.

L’osteopatia può fare qualcosa?
In questo contesto ben si pone il ricorso alle cosiddette “medicine alternative” e in particolare l’osteopatia.
Infatti l’osteopatia è quell’approccio terapeutico naturale che si basa su una precisa conoscenza dell’anatomia e della fisiologia del corpo umano, ciò che serve per andare a ricercare e liberare le restrizioni di mobilità, meglio definite come disfunzioni, a carico dei tessuti (ossa, muscoli, fasce, visceri, ecc…).
Sono queste disfunzioni a portare all’alterazione dell’equilibrio generale dell’organismo, che a lungo termine può sfociare nel sintomo.

Perchè scegliere il trattamento osteopatico?
La scelta è ovviamente personale.
Ciò che è da tenere in considerazione è la finalità del trattamento osteopatico rispetto all’approccio farmacologico.
Lo scopo finale del percorso terapeutico non è quello di curare la patologia in sé, ma l’individuo nella sua globalità, sollecitando al meglio i suoi meccanismi intrinseci di autoguarigione e restituendo alle strutture corporee una migliore capacità funzionale.
Nel caso del reflusso gastroesofageo, si andranno a valutare manualmente, tra le altre cose, strutture molto importanti quali il diaframma, la mobilità ed eventuali restrizioni a carico dello stomaco e dell’esofago,oltre alla colonna vertebrale.
La valutazione che si andrà ad effettuare avrà come obiettivo primario infatti non solo quello di andare a risolvere la problematica legata al reflusso, ma evitare che questo si ripresenti nuovamente.

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